
Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre
ma nell'avere nuovi occhi.
Marcel Proust
dedicato agli occhi ciechi di Marino Lopetuso
Quando i dubbi mi assalgono, mi indebolisco e divento vulnerabile dando inizio a un processo di crisi che mette in discussione l'intera mia esistenza. Diventa una crisi totale, a tutto campo e, privo di difese, soffro.
Elaboro soluzioni, invento risposte, ripenso al passato e penso alla mia fragilità, a questo punto la crisi prende un altra piega, mi commisero, mi accuso, mi insulto e mi metto a piangere.
Le lacrime non rigano il viso, lasciano marcati solchi dentro di me, è un pianto differente molto simile ai lamenti, lo spirito è contrito, sono impotente e inerme, è in questa fase che perdo ogni speranza.
Fumo una sigaretta e penso: se fossi sentimentalmente impegnato e chiedessi al mare di tornare amico, ritornerebbe? La risposta è sempre no! Quindi il problema è ben altro, cioè quali gravi azioni ho commesso per allontanarlo? Sono solamente le azioni o c'è dell'altro? Gli sarà stato vietato, ma il divieto su quale basi si fonda?
Quante domande e quante risposte, non concesse.
In queste occasioni il senso della vita o meglio la sua percezione è minima, molto bassa, e così alla fragilità si aggiunge un certo malessere simile al male di vivere con risvolti spesso dolorosi.
E' assurdo elaborare soluzioni ma mi ci sforzo, è una fatica vana, una perdita di tempo, non si ha la benché minima percezione.
Insomma la confusione è tanta, la speranza latente, il futuro invisibile, ogni proiezione assente, la mente isolata dalla ragione e nello sforzo di riprendersi fa molta fatica, lavora più velocemente a ritmi incontrollabili è sotto pressione, impossibile catturare i pensieri che corrono come cavalli infuriati.
Isteria?
Nulla, cado in un baratro profondissimo, all'improvviso mi accorgo che tutto è senza colore, l'assenza di luce non viene notata perché il buio è già dentro, s'impossessa della vista e la priva di ogni sfumatura, il lamento è percepibile al tatto, l'udito che non puo' ascoltare un grido come sordo è stato isolato pure lui. Che mal di testa, e che confusione, come un tornado - nell'interiore - porta solo distruzione, dolore e sofferenza.
Comincio a pregare aumentando il ritmo e ripetendo poche parole. Torno alla normalità quando recupero l'udito e comincio ad ascoltare il respiro faticoso della mente e del corpo, i suoni tornano familiari e la vista riacquista colori e sfumature. Mentre riacquisto le forze, il peso avvertito al petto evapora. E' come stare sott'acqua, pressato dal carico dei pensieri.
E' come un viaggio? Bah, non lo so.
So, solamente, che una persona non vuole parlarmi e che io non riesco a comunicare. Ogni mio sforzo risulta lesivo, ogni tentativo risulta vano.
In tutto questo riprende la consapevolezza di essere solo un disturbo e pensi alla vita, agli altri, metti di mezzo la religione e ti accorgi che sulla terra esiste un'altra legge. La gente si ama col corpo, applica una spiritualità in virtù dei cibi sulla tavola bandita addobbata di parenti, pronta ad uccidere Caino per poi inginocchiarsi e pregare un dio misericordioso, e appena nato, che guarisca gli ammalati, che faccia stare in salute tutti e poi buona notte al secchio ché già tempo di brindare: una nuova festa è in arrivo e che dio ti benedica, “ma a me lasciami stare”.
Evviva la vita,
evviva;
evviva!
a Marino Lopetuso detto 'fiesta',
cin cin!!!
*
E' proprio secondo giustizia che parlate o potenti?
Giudicate voi rettamente, o figli degli uomini?
Nel vostro cuore voi concepite invece malvagità;
le vostre mani dispensano sulla terra violenza.
Questi empi si sono corrotti fin dal grembo materno;
questi bugiardi si sono sviati fin dalla nascita.
Il loro veleno è simile al veleno del serpente;
sono come l'aspide sordo che si tura le orecchie,
per non udire la voce degli incantatori,
o di chi è abile nel fare incantesimi.
O Dio, spezza i loro denti in bocca;
o Eterno, rompi le zanne dei leoni.
Si dissolvano come acqua che scorre via.
Quando tira le sue frecce, siano esse come dardi spuntati.
Siano come lumaca che si scioglie mentre va;
come aborto di donna non vedano il sole.
Prima che le vostre pentole sentano il fuoco dei rovi,
siano essi verdi o accesi, egli le spazzerà via come turbine.
Il giusto si rallegrerà nel vedere la vendetta;
si laverà i piedi nel sangue dell'empio.
E la gente dirà:”Certo vi è una ricompensa per il giusto;
certo c'è un Dio che fa giustizia sulla terra”.
*Salmo 58
Infatti io so che in me, cioè nella mia carne, non abita alcun bene,
poiché ben si trova in me la volontà di fare il bene,
ma io non trovo il modo di compierlo.
Infatti il bene che io voglio, non lo faccio;
ma il male che non voglio, quello faccio.
lettera di san Paolo ai romani, capitolo 7 versi 18-19
per Marino Lopetuso: riuscirai a comprendere questi versi? Riuscirai a capire che il silenzio non porta altro che dolore e sofferenza? E io che commetto solo errori nel tentativo disperato di dialogare, non voglio altro: solo il dialogo.
Non farmi fare di testa mia che poi sbaglio e ti complico la vita.
Il cuore dilaniato e la mente vaga senza dimora, e tu?
Impassibile spettatore senza pietà.
*
Sono consapevole di importunarti se solo mi ascoltassi non sarebbe così difficile tutto. Ho qualcosa di importante da dirti, se non lo fosse non starei qua a scriverti. Di importante c'è che come persona che arreca disturbo preferisco farla finita per sempre, ed è qui che mi occorre il tuo aiuto. Devi fare delle cose per me, dopo.
Devi farle perchè tu sei entrato nella mia vita come una mina vagante, ti sei avvicinato a me e poi mi hai abbandonato lasciando alle tue spalle distruzione totale e sofferenza. Questo potevi evitarlo già dai primi sintomi di malessere che manifestavo. Ma non hai mai voluto ascoltarli.
Il 2009 è l'anno di chiusura per me, per tutto il disastro nel quale mi hai abbandonato, incapace io di gestirlo.
Poi tutto finirà e tu tornerai alla tua vita, alle tue cose come se nulla fosse accaduto, come hai sempre fatto. L'ultimo gesto di aiuto ti chiedo, non è molto, no?
dedicato al cuore di pietra che Marino Lopetuso si ostina a non cambiare
Due uomini, uno estremamente ricco l'altro un semplice operaio si ritrovano ormai alle soglie della vecchiaia ricoverati nella stessa stanza di ospedale. La diagnosi infausta della loro infermità era di sei mesi di vita a causa delle metastasi ormai in atto. Così dopo una vita spesa lavorando decisero che c'erano delle cose che volevano fare prima di arrivare al capolinea, cose che erano rimaste nel cassetto dei sogni e delle aspirazioni irrealizzate.
Il ricco mise a disposizione i soldi e per qualche mese viaggiarono nei posti più incantevoli, mangiando nei migliori ristoranti, buttandosi col paracadute, correndo con macchine sportive, finché un giorno riflettendo insieme sul senso della vita e della morte si posero questa domanda, che veniva dalla sapienza religiosa degli antichi popoli dell'Africa. Due cose saranno chieste dall'angelo della morte prima di stabilire il nostro destino nell'eternità: hai trovato la gioia nella tua vita e hai dato gioia agli altri con la tua vita? Queste domande li portarono ad una lucida e onesta riflessione e capirono che erano altre cose importanti da fare prima di morire, come riconciliarsi, perdonare, confidare in Dio e amare.
Certo non dovremo aspettare una malattia terminale per fermarci un momento e interrogarci sul senso della nostra vita. Chiediamoci se abbiamo trovato il senso profondo dell'esistenza al di là degli alti e bassi della quotidianità. Perché solo il sapere che la nostra vita ha un senso puo' darci vera gioia e forza per affrontare ogni male, ma la gioia più grande è quando possiamo essere fonte di gioia, aiuto e conforto per gli altri. Paolo l'apostolo parlando agli anziani di Efeso ricorda loro le parole di Gesù: c'è più gioia nel vivere la propria vita come un dono che nel vivere centrati su se stessi e ricorda loro anche l'esempio dato di come la vita va vissuta impegnandosi e affaticandosi per sostenere i deboli e ognuno che è in difficoltà.
Non è mai troppo tardi per dare una svolta alla nostra vita anche la più grigia e sofferta puo' diventare uno strumento di grazia e benedizione.
V.F.
Da 'Cristo è la Risposta' – secondo semestre 2008
dedicato a Marino Lopetuso che non vuole conferire e che mi regala un sovrumano silenzio
post ritrattato
post ritrattato
Questo blog nacque per raccontare - quel che era rimasto - del mio cielo quando il mio amato Mare decise di ritrarsi e di non bagnare più la mia costa; lasciando una vasta distesa di terra sabbiosa divenuta arida e desolata.
Oggi lo scenario non è molto cambiato ciononostante la propensione al rendersi migliore è sempre costante soprattutto credo per l’arroganza che contraddistingue l’anima umana sempre proiettata verso la perfezione o la presunta completezza del proprio sé.
Tuttavia - delle bellezze ambientali e dei viaggi - resto sempre appassionato, quindi a chi intendesse condividerli con me eccomi 3335862836.
ps
questo sarà l’ultimo post, per ora… dedicato a Marino Lopetuso

...dove c'é dolore c'é sensibilità, e dove c'é sensibilità c'é speranza.
Nicholas Evans, l'uomo che sussurrava ai cavalli
Una cara persona che incontravo ai pranzi del giovedì in zona isola qui a Milano reagisce molto male alla parola ‘drogato’, un’amica in comune spiegò che la droga aveva devastato la sua famiglia a motivo del fratello.
Una specie di amico del fratello fu nei miei pensieri qualche anno fa, lui era, invece, il fratello dell’amica in comune. Ora ne ho perso le tracce, sapevo che era stato ricoverato in uno ospedale psichiatrico di un carcere nel salento, molti anni fa. Credo si sia sposato, ma era pericoloso in effetti.
Una collega ha cambiato mestiere quando subì l’aggressione [e minacce] di un drogato che seguiva in carcere.
Un’amica è innamorata di un drogato, lui era anche mio amico. Ne era uscito dalla droga e dimostrava una certa saggezza riscontrata anche nel marito di mia cugina, ex drogato anche lui. Il marito di mia cugina è l’unico dei drogati che conosco che n’è uscito veramente.
Ricordo ancora una domenica mattina di moltissimi anni fa quando in auto ci raccontò della tentazione [della siringa] arrivata durante il sonno, certo non è un paragone possibile ma spesso associo a quella tentazione la mia voglia di accendere una sigaretta.
Il mio amico non piaceva a nessuno dei miei compagni, io non ho mai compreso le motivazioni reali o non ho mai voluto comprenderle, ma avrei fatto bene ad ascoltarli.
Mi spiace molto ammetterlo.
*
C'è un principio di magia
Fra gli ostacoli del cuore
Che si attacca volentieri
Fra una sera che non muore
E una notte da scartare
Come un pacco di natale
C'è un principio d'ironia
Nel tenere coccolati
I pensieri più segreti
E trovarli già svelati
E a parlare ero io
Sono io che li ho prestati
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non puoi sapere
Quante cose da portare nel viaggio insieme
C'è un principio di allegria
Fra gli ostacoli del cuore
Che mi voglio meritare
Anche mentre guardo il mare
Mentre lascio naufragare
Un ridicolo pensiero
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non puoi sapere
Quante cose da portare nel viaggio insieme
Quante cose che non sai di me
Quante cose devi meritare
Quante cose da buttare nel viaggio insieme
C'è un principio di energia
Che mi spinge a dondolare
Fra il mio dire ed il mio fare
E sentire fa rumore
Fa rumore camminare
Fra gli ostacoli del cuore
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non puoi sapere
Quante cose da portare nel viaggio insieme
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non vuoi sapere
Quante cose da buttare nel viaggio insieme
*Elisa, Gli ostacoli del cuore


Al Burning man festival di quest'anno si è svolta una maratona spiritica. Un gruppo di famosi medium è riuscito a incanalare una marea d'informazioni provenienti da celebrità defunte. Tra le rivelazioni più affascinanti c'è stata quella della principessa Diana, che vorrebbe vedere Gwyneth Paltrow recitare la sua parte in un film; John Lennon, invece, avrebbe preferito che All you need is love non fosse stata usata in una pubblicità di pannolini; Ronald Reagan si pente di aver invaso un paese minuscolo come Grenada nel 1983; e Nostradamus ha dimenticato di dire che a metà novembre del 2007 i Capricorni riceveranno informazioni utili da un passato che sembrava morto e sepolto.
Ho il ricordo di me nel corridoio della scuola media, sono vicino ad una delle finestre che danno nel cortile interno, nell’altro corridoio vedo affacciata alla finestra una ragazza dalla discussa reputazione, si vociferava anche su una certa G., sua amica, che baciava i ragazzi sulla bocca. Era l’anno in cui frequentavo la prima media e la ragazza che vedevo nell’altro corridoio è anche una delle amiche di mio fratello.
Era G., che attirava le mie attenzioni, così piccola e già così vissuta; oltre a queste due ragazze c’era lo scheletro nell’aula di scienze che catturava i miei pensieri.
Quello fu l’unico giorno in cui vidi l’amica di mio fratello, poi non ebbi più modo di vederla a scuola, lei già ripetente aveva deciso di ritirarsi.
In quello stesso anno la mia famiglia cambiò casa, l’anno successivo venne ad abitare nel palazzo di fronte, l’amica di mio fratello, quella che non rividi più a scuola.
Ho sempre avuto un debole per il ‘punk’ tuttavia anche se lei mi dava troppo di ‘dark’ mi era ugualmente simpatica, così la ricordo nei lunghi pomeriggi estivi che parlava e fumava con una sua amica, distesa sul letto posto vicino la portafinestra del balcone, di fronte alla mia portafinestra, del mio balcone.
Anni dopo alcuni ragazzi del mio palazzo cominciarono a perseguitarla così una mattina, durante l’0ra di pranzo, mio padre mi chiese se sapevo qualcosa, chissà perché aveva già escluso la mia partecipazione alle malefatte dei ragazzi del mio palazzo.
Molti anni dopo, quando frequentavo le superiori in un’altra città la vedevo vicino alla fermata degli autobus, la vedevo vestita sempre a nuovo in compagnia di un’altra ragazza, anch’ella dalla discussa reputazione. Venni a sapere che aveva cominciato a spacciare droga e che era stata cacciata da casa. Successivamente scoprii dove viveva in compagnia di quest’altra ragazza. Poco tempo dopo e prima di natale appresi che era stata arrestata e che doveva trascorrere le festività in carcere. Ricordo bene che in quell’anno pregai per lei, mi intenerì tantissimo.
Moltissimi anni dopo tornò a vivere dai genitori e seppi che aveva cominciato a prostituirsi per la droga. Qualche volta e sempre durante l’ora del pranzo sentivo suo padre redarguirla duramente ‘sei una sfascia famiglie’. Così cominciai a riconoscere i suoi clienti, quello delle 20 aveva una macchina di colore celeste, fu l’unico a cercarla anche dopo, quando i sintomi della droga cominciarono a manifestarsi; erano anni in cui l’AIDS faceva moltissima paura; é la malattia dei ricchioni e delle puttane, così ripeteva spesso Paula che stava fuggendo dal marito mollato a Milano e conosciuto nel proprio paese, a San Paolo.
Oltre alla prostituzione, portò nel mio paese dei ladri esperti provenienti dal capoluogo, una volta tentarono di rubare in casa di un amico, così compresi il perché da oltre un mese frequentava assiduamente quel quartiere.
L’anno successivo, in settembre, ebbi modo di parlarle insieme ad un carissimo amico. Aveva bisogno d’aiuto, eravamo in un bar e lei non prese nulla, ci parlò dei suoi disagi e della difficoltà di uscire dalla droga. Mi fece sorridere quando disse: ‘io non vado mica a guardare i cazzi della gente’.
Dopo qualche mese, seppi che morì perché investita da un’auto nel capoluogo pugliese.
Questo pomeriggio sono andato in Statale per incontrare Fè, non la vedevo da quando era partita per la Spagna oltre un anno fa. E' stato emozionante sentirla parlare spagnolo, con accento milanese, quasi mi aveva convinto a raggiungere Gustavo.
Durante la passeggiata per le vie del centro ci ritroviamo sotto la sede di un noto istituto spagnolo, decidiamo di recarci in segreteria per ritirare il catalogo delle proiezioni di pellicole in lingua originale; mi è parsa piacevolmente sorpresa, lei in questi posti non ci sarebbe mai venuta perché, semplicemente, non li conosce.
Poi ci dirigiamo verso le Nord passando per il Castello Sforzesco e così l'ho invitata al Capodanno Celtico per fine mese. Mi è parsa ulteriormente sorpresa, eppure lei qui ci è nata e alcune cose prorpio non le conosce, così ci dirigiamo verso la sala Panoramica per la mostra 'Gli Arbori di Milano' percorsi di archeologia sperimantale. Un tizio vestito per l'occasione ci narra la storia delle monete e ne regala una, poi ci ripensa e ne regala un'altra, copie create al momento. Durante la visita ci imbattiamo in un altro tizio che ci illustra le varie rifiniture dei lavori in creta, su vari tavoli ci sono le produzioni di bambini giunti per un laboratorio scolastico, avrei voluto giocare con la creta, l'ultima voltà risale a tre anni fa.
Milano è davvero bella, dal terzo piano del Castello guardando verso Corso Sempione il panorama è incantevole soprattutto con la consapevolezza di osservarlo dall'alto, in quel contesto.
Accompagno Fè sul treno e mi dirigo verso casa. Al rientro trovo D. che mi propone la visione di un dvd, accendo il pc e cominciamo a parlare del futuro prossimo, quando le nostre strade si divideranno e ci perderemo di vista. Domani verrà il padrone della casa.

Se te ne vai io resterò a difendere
l'idea di noi che vedevamo crescere,
quasi all'improvviso tu vuoi riflettere
su ciò che è stato e poteva essere,
stare qui non fa bene anche a te
Dovunque andrai arriverò a riprenderti,
perché tu sai che non ho intenzione di perderci
forse come uomo potevo fare meglio,
però gli errori si commettono per sbaglio,
e ora so che da qui ripartirò così.
Guardando sopra la mia testa c'è un altro mare
se chiudo gli occhi riesco a immaginare
oltre il volo degli uccelli e degli aerei
giorni lontani, di noi domani
Non mi fa paura il tempo che corre
e porta lontano le cose che amiamo
perché so che voglio inseguirle e per questo vivrò...
Guardando sopra la mia testa c'è un altro giorno
che ha cancellato tutto il buio in un secondo,
e ora vedo il tuo sorriso, sono sicuro, sarà bellissimo il futuro.
Se guardo sopra la mia testa c'è un altro mare
chiudendo gli occhi riusciamo a immaginare
oltre il volo degli uccelli e degli aerei
giorni lontani, di noi domani
Tiromancino
Missed the last train homeRieccoci tra le pagine di questo diario a raccontare di me, delle mie emozioni e delle visioni distorte della realtà in completa solitudine.
Ci sono state tante riflessioni prima e dopo le vacanze estive, durante le quali ho continuato la lettura di coloro che nel web mi fanno compagnia, nella vita di tutti i giorni. Il collegamento ad internet mi ha tenuto legato al mondo esterno, quello popolato da blogger narratori di storie. Nel mondo interiore il conflitto è frequente e sembra non volersi placare. Vari episodi mi hanno visto coinvolto in litigi verbali con D-o, il terrore maggiore è quello di commettere errori, di coinvolgere altre persone alimentando sempre di più ogni forma di disagio che intacca la serenità, di tutti.
Così un pomeriggio ho urlato, già mi sono adirato nei confronti di D-o chiedendoGli di fermarmi dall’azione che intendevo commettere. Mi è tornato alla memoria la storia di Giobbe, e del suggerimento della moglie di rinnegare D-o. E’ evidente l’instabilità emotiva che accompagna questo periodo. Molto è cambiato dentro di me, me ne accorgo dalla lettura di vecchie lettere che prima non potevo, neanche, aprire che già il viso si rigava di lacrime, ora riesco anche a leggerle e non avere la stessa reazione. Ma questo molto quando lo quantifico è simile alla sabbia che scivola tra le dita e che non è possibile trattenere.
Mi manca molto il mare, mi mancano le passeggiate sulla spiaggia, mi manca il lungo orizzonte tra cielo e mare che tracciava tutti i miei desideri, ma in effetti mi manca la compagnia. Spesso faccio l’errore di dire che mi manca il compagno, colui che attendo, ancora, come Penelope attese Ulisse. Lei però sembrava non soffrire così l’abbandono del marito.
Una cara persona spesso mi suggerisce che occorre voltare pagina e guardare altrove, lontano. Io mi ci sforzo e il tempo passa.