
Il 1° Dicembre è la data scelta dall’UNAIDS (l’agenzia dell’ONU che si occupa di AIDS) come “Giornata Mondiale di Lotta all’AIDS”. Ogni anno la società civile di tutto il mondo è invitata a creare momenti di sensibilizzazione sulla problematica dell’AIDS che, nonostante il bisogno sempre crescente, resta una questione ancora aperta.
Non c'è molto da dire e oltre le statistiche esiste il dramma, quale personale e autentico.
Uffa, uffa!!!
Sono qui con excel aperto ma non ricordo la formula. In effetti sto cercando di lavorare ma non è serata, ho inserito per ben 3 volte la chiave usb ed altrettante volte s’è impallato il pc. Ho dovuto resettarlo per poter continuare. Come compagnia ho scelto la tele, ‘pretty woman’ non è male e poi lui è assai bono [troppo adolescenziale?], si, tanto non mi distrae ma non riesco a ricordarmi i comandi. Poi senza mouse mi sento un po’ impedito.
=conta.se(b2:b5) ora dovrei inserire l’opzione anzi due, una testo e l’altra valore, ma ho lasciato il file originale in ufficio e domattina dovrei consegnarlo.
E’ che non mi va di inventare scuse, ma dire che l’ho dimenticato sull’altro pc è troppo banale, in fondo mi è stato richiesto solo a luglio.
”…Mi scusi signore, per sfacciata somma, cosa intendeva dire, disinvolta o spudorata?”
“Spudorata”
“Quanto mi piace quest’uomo…”
Very expensive!
Oggi finalmente sono stato al supermarket di via solari, è nuovo e mi piace perché così passo d’avanti alla Fondazione Pomodoro, ma non mi piace il rapporto che instauro con le cassiere, nessuna è cordiale, ad eccezione della bionda che lavora al supermarket vicino lo IULM, che è più distante.
Di maschietti ne vedo pochi e tranne la security nessuno è interessante, ma non li guardo perché sono preso da impulsi convulsivi che mi disturbano, il caos mi irrita e così devo faticare il doppio per ricordarmi cosa mi manca e girare due volte tutto lo spazio per trovare ciò che mi occorre.
E sulle note di “Pagliacci”, mi auguro un dolce riposo, ‘notte!
Recitar! Mentre presso dal delirio
non so più quel che dico e quel che faccio!
Eppur è d'uopo... sforzati!
Bah! sei tu forse un uom?
Tu se' Pagliaccio!
Venerdì scorso, dopo una serie di validi motivi son convenuto con me stesso che dovevo sperimentare a tener spento il cellulare per tutto il fine settimana e di riaccenderlo lunedì mattina. In realtà era una folle idea anche perché il cellulare mi serve per navigare in rete, e nonostante ciò ho provato a tenerlo spento quando non lo ero.
Ovviamente, prevedevo zero chiamate, tanto nessuno, oltre la mia famiglia, mi cerca più.
Tra i messaggi ricevuti, di quelli che ti segnalano chi ti chiama, ho trovato il numero mio socio in affari, che poi ho dovuto chiamare, e due sms, uno di rimprovero, minacciando di rivolgersi a “chi l’ha visto” se non davo mie tracce nell’immediato e l’altro di una persona speciale che mi avvisava dell’imminente trasferta per il fine settimana nella mia regione.
Lui torna sempre vivo nei miei momenti particolari, e sempre quando io lo penso. In realtà lo penso quasi ogni fine settimana perché so che non resta mai a casa e che viaggia parecchio, con tanti amici sparsi per tutta Italia, fondamentalmente lo penso per i viaggi che compie.
Così domani inizia una nuova settimana lavorativa, spero solo di riuscire a scrivere una mail per l’argentina, tranquillizzare P. che sono vivo e che tutto va bene, e coccolare il mio viaggiatore con tenere poesie…
Succede che in alcuni giorni la mente vaga in posti evanescenti e devo fare molti sforzi per costringerla a restare nel perimetro dei miei pensieri che è già molto vasto anzi privo di confini.
Alcune volte i confini possono diventare lo studio, il lavoro, i progetti e le aspettative ma, secondo me, poco tangibili, mi domando cosa potrebbe essere così concreto da suggerire un confine circoscritto e che sia soprattutto innocuo.
In questi giorni borbottavo [tra me e me] accusandomi di non essere in grado di risolvere alcune questioni che mi angustiavano; già, tutti assieme questi momenti. Infatti stamattina prima di chiudere la porta di casa mi son detto, “stai zitto, tanto non sei capace di cambiare nulla [di prenderti cura di te]”.
Così a volte sono gli altri a cambiare il corso delle cose, forse perchè magari il proprio lamento è stato ascoltato.
Io credo nel “paranormale” e sono convinto che esiste, certo la mia convinzione non è basata su principi cattolici ma possono essere tranquillamente condivisi, del resto la mia formazione è quella.
Non sono mai riuscito a restare coi piedi per terra e finché non si hanno delle responsabilità, gravose, si ha una concezione sbagliata della propria autonomia.
Ok, meglio circoscrivere il confine e tornarsene a lavorare....

Ci sono giorni in cui inspiegabilmente le vie della città sono intasate dal traffico, troppe auto, troppa gente e troppi mezzi pubblici che ti condizionano al semaforo, perché le fermate le fanno prima e non dopo il semaforo? Al momento ignoro la sana logica di ciò e così come di consueto decido di incamminarmi verso la darsena e, dopo averla superata, imboccare via Savona per percorrerla per una buona metà.
Saranno circa 4 km ma li faccio volentieri tutte le sere per tornare a casa, mi aiuta a prendere un po’ d’aria, a stare tra la gente anche se non oltre una frazione di secondo con la stessa persona ma soprattutto perché rientro stanco con tanto appetito ed una voglia di mettermi al pc e leggere qualcosa di interessante con tutte le luci soffuse.
Recentemente ho fatto pace con la radio, perciò l’ascolto con molta moderazione, soprattutto i programmi di informazione. Qui vicino ho gli studi di radio24 ma non vedo mai nessuno di interessante, invece al superstudio+ di gente interessante ne vedo tanta. Tempo fa in pausa pranzo ci andavo spesso e ora che ci abito vicino, invece, non ci vado mai; l’ultima volta che ci sono stato era in occasione della fiera per il commercio equo e solidale “fa la cosa giusta”.
Nel pomeriggio C. mi ha chiesto di comprarle le sigarette, approfittando della mia uscita per andare in banca. È strano sentirla rivolgermi la parola dopo la furibonda lite che ci ha visti coinvolti e che ha avuto come reazione la mia totale indifferenza, da lei condivisa, dimostrata con l’assenza persino del saluto. Quasi brillavano gli occhi a L. che non credeva a ciò che stava assistendo. Ormai siamo consapevoli che dal 1° gennaio molte cose cambieranno ed è meglio lasciarsi perlomeno da persone civili. In fondo questo tipo di apparente serenità tutela solo il proprio futuro lavorativo. A me sta bene così, consapevole comunque di avere un giudizio positivo dalle risorse economiche che verranno poi da lei gestite; sarò onesto, c’ho pensato di darle una sana lezione ma non è un obiettivo da me contemplato, in fondo tre anni fa, grazie alla sua fiducia ho fatto una significativa esperienza lavorativa facendomi entrare nello staff.
Ma bando alle ciance e parliamo di uomini.
Tutte le mattine mi capita di incrociare un ragazzo in una via principale della city, lui a differenza di me in ufficio ci lavora in giacca e cravatta, io invece quasi da centro sociale.
Forse è la sua aria di ragazzo per bene che mi ha colpito, o forse perché ci incrociamo sempre allo stesso punto. Quando non porta gli occhiali da sole evita di incrociare lo sguardo e la cosa mi ha colpito perché lui ha la mia stessa reazione. Di solito non mi soffermo su queste coincidenze anche perché poi non so per quale motivo commetto sempre una gaffe, memorabile quella sulla filovia con una ragazza che prendeva l’autobus alla stessa ora. Così un giorno, per una mia cattiva abitudine di non appoggiarmi alle aste apposite per questioni igieniche [le maniglie per appoggiarsi sono toccate da molta gente, quasi un centinaio ogni paio di minuti] finendo così con le mie mani… uhm… peccato sia stata una ragazza..
Se mi convinco un giorno di questi lo blocco e gli chiedo il numero di telefono, ma mi domando perché essere così sfacciato? Dovrei forse provare con: “scusi ha una sigaretta?” Uffa proprio ora che ho smesso di fumare. Al momento non mi sovvengono idee che siano poco, come dire, tutelanti. Vabbè, forse è meglio continuare a far finta di nulla.
La gente ha rinunciato a sperare, dimentica i propri sogni, così il nulla dilaga.
Il nulla è il vuoto che ci circonda, la disperazione che distrugge il mondo, perché è più facile dominare chi non crede in niente; questo è il modo più sicuro per conquistare il potere.
La storia infinita, 1984
Quando al mattino mi sveglio la prima cosa che penso è quella di verificare lo stato della luce esterna per poi girarmi sull’altro fianco. Il pensiero fisso è rivolto alla sveglia, l’avrò puntata?
Molte mattine mi dimentico di salutarmi, mi dimentico di dirmi “buongiorno”. La mancanza di interesse nei miei confronti penso derivi dal fatto che sono troppo preso da me stesso.
Boh, forse perché semplicemente distratto mi dimentico di volermi bene.
Fin dai tempi della scuola mi sono sempre svegliato in solitudine e ciò perché quando vivevo in famiglia avevamo un solo bagno e si doveva ottimizzare il tempo, quindi ci si alzava, vestiva e preparava a scaglioni.
La stessa cosa ora viene ripetuta. Condivido lo spazio con altri due ragazzi e la maggior parte del tempo la trascorriamo in bagno tra doccia e dopobarba, una visita veloce alla cucina e poi giù per le scale.
Sono mondi paralleli che non hanno nulla da condividere. Così sono sempre più motivato nel cercare una nuova casa.
Tra le proposte ci sono una condivisione con un ragazzo che conosco bene, lui è di origine indiana ma vuole vivere nella periferia sud di Milano. Ha già trovato una alternativa e ora attende una risposta. L’altra proposta sarebbe sui navigli in una casa di ringhiera che adoro molto. Ho provato a proporgliela ad Ivan, ma senza alcun risultato. Lui preferisce Lodovico il Moro.
Non c’ho fretta, tanto l’appartamento si libererebbe a gennaio.
Tra i miei sogni ad occhi aperti c’è uno molto ricorrente, vorrei sposare un uomo ricco e preoccuparmi solo di spendere i suoi soldi facendo beneficenza.
A dire il vero l’uomo ricco lo trovai, peccato che guadagnavo più di lui. Ma lui aveva le proprietà e quelle contano parecchio. E’ andavo via portandosi con se parte dei miei soldi. Disse che me li avrebbe restituiti. Sicuramente me li vorrebbe restituirli ma teme ancora per me, che sono indifeso.
Spesso mi domando che senso ha cambiare sempre casa e non permettersi di approfondire la conoscenza col panettiere sotto casa, col barista dell’angolo e col vicino di casa.
Quando [con]vivevo fuori, alle porte di Milano, socializzai con la vicina del piano di sopra che per natale ci regalò una bottiglia di limoncello preparato da lei stessa. Vero che abitavo in una zona ad alta concentrazione di gente del sud, che magari non si fanno scrupoli a bussarti dietro la porta per chiedere se hai due uova perché le ha dimenticate di comprarle.
Ricordo ancora una sera, una di quelle vissute in solitudine, con la casa improvvisamente vuota, guardai in alto e vidi la luce della cucina della vicina accesa, d’impulso mi venne da piangere.
La massima realizzazione dell’uomo è la famiglia, per qualcuno magari puo’ esserlo quella professionale, ma è un alibi che ci si crea. L’uomo senza famiglia cosa è?
Perché i gay non possono crearsi una famiglia come quella dalla quale provengono?
Penso sia arrivato il momento di pensare ad una adozione, per avere una continuità di sé stessi. Penso però che prima dovrei smettere di essere nomade e stanziarmi e dovrei trovarmi anche un lavoro migliore…
Eccomi qua ad impossessarmi dei miei pensieri dopo una settimana durante la quale la mente era impossessata dalla febbre.
Tirando le somme devo convenire che una overdose da tv è davvero deleteria, arrivavo a sera che il rigetto diventava nausea che era già incentivata dalla febbre.
In compenso mi sono innamorato [essì, c’ho la cotta facile] di un artista Thom Yorke e del suo singolo dal titolo “Harrowdown Hill” scriverò il testo giusto per riempire lo spazio, bugia lo scriverò perché mi piace.
Così oggi sono tornato in ufficio ma nulla è cambiato, tutto è rimasto immobile come 7 giorni fa, eppure nelle vie della mia mente molti passi hanno calpestato il suolo. Dove sono?
Possibile che il deserto ritorna sempre autoritario come unico paesaggio visibile?
O comunque è possibile che solo gli uomini riescano a rendere la mia vita una primavera eterna?
Nel fine settimana ho chattato con una persona che reputo speciale, il tutto avviene in una fase appagante e conoscitiva. E’ una sensazione che non provo da molto tempo, ma è come dire virtuale, poco tangibile. Lo so, ma tutti abbiamo bisogno di carezze [fisiche]...
Contestualmente stasera ho rivisto il mio toscano preferito, che poi in realtà è ligure ma lo chiamo toscano così, per confondermi dolcemente. Ha scritto un nuovo testo che mi ha presentato chiedendomi di revisionarlo, io lo faccio ma ahimè vengo distratto dalla sua presenza, dal modo di fare e così comincio a pendere dalle sue labbra. Temo che lui ne sia consapevole, anche perché il mio volto espressivo glielo comunica. Spesso mi viene spontaneo chiedergli se vuole diventare il mio boyfriend.
Avrei bisogno di schiaffi sonori, in quel momento.
Ah, l’amour…
§
The harrowdown hill by Thom Yorke
Don't walk the plank like I did
You will be dispensed with
When you've become inconvenient
In the harrowdown hill
Where you went to school
That's where I am
That's where I'm lying down
Did I fall or was I pushed?
And where's the blood?
I'm coming home
To make it all right
So dry your eyes
We think the same things at the same time
We just cant do anything about it
So don't ask me
Ask the ministry
We think the same things at the same time
There are so many of us
So you can't count
Can you see me when I'm running?
Away from them
I can't take their pressure
No one cares if you live or die
They just want me gone
They want me gone
I'm coming home
To make it all right
So dry your eyes
We think the same things at the same time
We just cant do anything about it
We think the same things at the same time
There are too many of us
So you can't count
It was a slippery slippery slippery slope
I feel me slipping in and out of consciousness
Spinto da troppo zelo per il lavoro per venerdì mattina punto la sveglia alle 05.21 così alle ore 06.20 sono già sul tram 14, proprio quando il freddo con grande trionfo, tra vento e temperatura bassa, da il via alla nuova stagione invernale; così oggi ho le labbra irritate, il freddo per tutto il corpo, in naso quasi intasato e la febbre come migliore compagnia per un sabato sera…
Ne approfitto per guardare i programmi per bambini, per mangiare il budino al cacao, per bere tanta acqua e per trascorrere tanto tempo nel web.
Finalmente ho cambiato lettura, Felix un amico di chat mi ha suggerito “Generation of Love di Matteo B. Bianchi”, nel pomeriggio mi telefona avvisandomi che se non avessi trovato copia del libro me l’avrebbe comperata lui.
La prima volta che ho conosciuto Felix s’è comportato proprio da gran signore, abbiamo chiacchierato molto e camminato per vie secondarie del centro, sconosciute a molti. Concludendo la serata a bere in un bar sui navigli seduti sullo sgabello del bancone con sottofondo la musica pop degli 80’s, la scena m’è rimasta impressa perché a quel ora eravamo gli unici clienti. Felix conosce bene Milano quanto me, e anche lui lavora in centro ma non ci siamo mai incrociati.
Venerdì prossimo ha organizzato una cena a casa sua, sarebbe una replica di un incontro già avvenuto a Bologna, avvenuto casualmente il giorno prima della mia visita alla stessa città. Incontrerò tutti i suoi amici legati da una tematica…
Io non ho quel problema di salute anche se frequento la loro stanza in chat.
Intanto leggo qua.