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Utente: ilcieloditom
Ti aspetto e mai attesa è stata più disperata. Nelle giornate più vuote nel cielo così lamentoso, bussano alle mie porte non so quanti incidenti di percorso - così io chiamo gli uomini che vengono a interrogare il mio cuore. Alda Merini

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mercoledì, 20 dicembre 2006

...delle feste aziendali

Tom: “........’buongiorno!”
Il Presidente: “Perchè non sei venuto ieri, ti aspettavamo.”
Tom: “Ah, l’ho dimenticato! Ti sei divertito?”
Il Presidente: “Ti richiamo!”
 
Alcune cose fai così in fretta a rimuoverle che per recuperarle devi chiedere clemenza all’interlocutore.
E dopo due ore giunge in sede il Presidente. Come potevo dirgli che non ci credo alle feste aziendali e che comunque entro la fine dell’anno saremmo ritornati due estranei?  Così ho cercato di fare molte domande e di non mostrare le mie emozioni. Il successo della festa è stato tale che tutto è passato in secondo piano, anzi, il resto non c’era più.
Quasi non ci credevo di essermi sottratto con facilità, senza mettere in discussione il resto.

postato da: ilcieloditom alle ore 16:01 | link | commenti (3)
venerdì, 08 dicembre 2006

...delle inutili intolleranze

Sarò onesto, non leggo un quotidiano da circa 3 anni.
La scelta fu causata da una inaspettata delusione; sì, perché prima leggevo giornalmente la Repubblica e quando non potevo acquistarlo, l’edizione del giovedì, con gli inserti di musica, viaggi e salute, non mancava mai.
 
Ricordo ancora un venerdì di fine maggio di 5 anni fa, possedevo da pochi mesi il pc ed avevo anche internet, e nell’inserto del famoso giorno c’era una pubblicità-proposta di alcuni corsi di formazione; tra le offerte c’erano due corsi che mi garbavano, ma optai per una figura professionale, e così inviai la domanda e cv in posta elettronica.
Venni contattato quasi all’istante e per me, all’epoca, quel contatto si preannunciava positivo. E così fu, lasciai il mio lavoro da operaio col contratto a tempo indeterminato e con la valigia piena di speranza mi trasferii qui, nell’obeso e opulento nord. Già, io provengo da una delle più povere province pugliesi, ovvero Foggia.
 
Giunto a Milano, ebbi fortuna, e conobbi gente che ancora oggi è nei miei pensieri, per vari motivi. Venni contattato e messo a contratto da un ente pubblico per un compenso orario pari a 25 euro, lì era una pacchia perché il mio quotidiano preferito lo consegnavano gratis tutte le mattine. E così, lo sfogliavo per tenermi informato, per essere aggiornato e per trovare una opportunità anche a chi mi era molto vicino, anche nel profondo sud. E così fu, solo che l’opportunità la ebbe a 1000 km di distanza.
Ma non disse nulla e così da un giorno all’altro, un numero di telefono smise di essere attivo…
 
Oggi, non leggo più quotidiani, anzi ho il rigetto. Non lo sopporto neanche se mi capita di trovarlo sul tavolo di qualche bar, dove mi capita di pranzare.
Io non sono scortese, ma qui ora, oltre ai famosi 3 quotidiani gratuiti che all’inizio venivano distribuiti solo in metropolitana o nei pressi delle fermate ATM, successivamente li trovavi anche all’ingresso di negozi, alle fermate dei semafori etc.. Ora all’offerta di informazione a gratis ci sono l’edizione in anteprima del “corriere” in 4 pagine, un grazioso 24ore del sole e un e-polis fatto anche bene.
 
Ora, io vorrei che lo Stato Italiano mi legittimasse a comprare una pistola così da far fuori tutti coloro che hanno avuto la brillante idea di veicolare spazzatura come informazione, che già ne abbiamo in abbondanza ma soprattutto perché sono costretto a ritirare le mie copie del quotidiano ad ogni angolo della piazza.
 
Io non sono scortese, comprendo che l’altro sta lavorando, e così sorrido, ritiro la mia copia del quotidiano in edizione gratuita, mi carico di tanta pazienza che finisce, due cento metri dopo, in un cestino dell’Amsa.
 
[Vorrei che la legittimazione del possesso di un’arma e del relativo utilizzo venga estesa anche a tutti coloro che mi dicono “Auguri”. Io non sono cattolico, devo portare una fascia al braccio?]

postato da: ilcieloditom alle ore 20:21 | link | commenti (2)
giovedì, 07 dicembre 2006

...il seguito

 Non so proprio da dove cominciare, l’idea di tre giorni di festa mi disorientano, no anzi quattro, considerando che oggi è Sant’Ambrogio e Milano, stamattina, si presentava vuota più del solito.

L’idea di una overdose da dvd mi stimola, è un bel po’ che non guardo qualcosa di interessante però per timore mi sono portato del lavoro a casa, ho riempito la “chiavetta usb” senza lasciare spazio, raccolto le ultime scartoffie ed eccomi qua a raccontare di alcune emozioni vissute di recente.

Domenica scorsa sono stato qua, in realtà ci ero già stato con mia madre che era in visita a Milano, e lo stile Liberty della struttura lo si ammira meglio col bel tempo.

Avevo appuntamento col mio viaggiatore in corso Europa per l’ora di pranzo, nell’attesa il libro della Lessing mi ha fatto compagnia; ero intento nella lettura quando mi sento chiamare prima che qualcuno mi si getta letteralmente al collo, baciandomi. Ogni volta che lo incontro sono sempre emozionato e temo che di questo lui ne sia consapevole; mi ha presentato colui per il quale era nella mia città e un suo amico. Entrambi sono molto simpatici, pratici, interessanti e belli. A differenza di me, loro conducono una vita gay praticamente normale ed intensa [io la vivo solo normale].

Così ci infiliamo in macchina e ci dirigiamo dalla parte opposta della città, ma senza un perché, optando per un pranzo in un ristorante cinese [non ho osato dire che avevo già cenato cinese anche la sera prima e che a casa avevo del cinese da terminare].

All’improvviso la temperatura diminuisce ed un freddo pungente e umido si infiltra fin dentro i vestiti.

Lui ci accompagna fino al ristorante ma deve assentarsi (…), così restiamo in tre, verrà a prenderci per le 17,30 per accompagnare il mio viaggiatore in stazione per il rientro.

Che dire, il mio viaggiatore trasformandosi in Marta Flavi ha voluto combinare un incontro simpatico e sentimentale. Il guaio però è che c’è riuscito!

Insomma, ho i pensieri sbrigliati e non sono contento soprattutto ora che tutto è obbligatoriamente mieloso.

Non ho osato però chiedergli il numero di telefono né lui me lo ha chiesto.

Ora lo rivedrò in occasione della visita al Cenacolo “dell’Ultima cena” di Leonardo da Vinci, chissà cosa succederà…


postato da: ilcieloditom alle ore 22:49 | link | commenti (1)
sabato, 02 dicembre 2006

...un invito speciale

Ieri sera, rientrando a casa, avevo nel cuore tanti buoni propositi per questo fine settimana. Ero tranquillo e mi sentivo altruista, cioè avevo raggiunto quell' equilibrio che mi permette di stare in sintonia con me stesso e l’ambiente circostante.
E’ vero, l’altruismo è una forma di egoismo puro. Si dice, però, sia un egoismo positivo, buono, perchè finalizzato alla realizzazione dell’altro. E’ la prima regola per comprendere il sociale.
Fatto sta, che nel corso della serata vengo stravolto da strane emozioni che in maniera subdola si insinuano nello spazio lasciato disponibile dai miei buoni sentimenti, così prima di chiudere gli occhi avverto che qualcosa non va, ma non so proprio dove scavare.
Guardo la tele solo due ore al giorno e spesso in maniera distratta. Ma la scelta dell’intrattenimento è proprio difficile. Detesto i talk-reality, detesto i programmi strappalacrime, e detesto lo sport, perciò, mi restano i films [d’ muvis] e i programmi di informazione che non siano talk.
Alcune volte nonostante il campo ristretto, anche i film mi fanno cambiare umore.
Così alle 23.34 chiudo gli occhi concentrandomi nella visualizzazione di una parete bianca, priva di colori, suoni e distrazioni, devo faticare però per non visualizzare il vuoto perchè in realtà è una fessura per la mia mente fervida, un vuoto da riempire.
Il vuoto pesa troppo!
All’alba sono pronto per incamminarmi verso il lavoro, Milano mi accoglie col suo miglior grigio ma le strade sono percorribili e ciò mi rallegra. E’ bello ammirare la città spoglia, uhm.. be’ non solo la città...
Prendo la mia solita filovia, il sabato è differente, la solita gente che si ammassa e che ti fa pentire ogni volta di condividere quello spazio ristretto come se fossimo degli animali in gabbia, la gente del sabato, almeno per il tratto che mi compete si reca da pane quotidiano, vicino la centrale del latte, cioè in diagonale con la Bocconi.
Loro, quelli di pane quotidiano, accettano volontari che possano garantire almeno due presenze a settimana dalle 07.00alle 10.00. Quando lavoravo per il no-profit era più facile, ora che lavoro per il for-profit avverto la stanchezza sia fisica che mentale.
Insomma, tornero’ alle mie visite di accompagnatore per i non vedendi.
Ho inivato una mail all’arcigay ma non ho ancora ricevuto risposta, lì di volontari (militanti) ce ne sono fin troppi, e poi non mi piace l’ambiente. Meglio così, anche se era una costola dell’arci dedicata ai sordi. Vabbè..
Stasera P. verrà a cena a casa mia, farò un sacco di foto da inviare a Lauretta in argentina. Il menù del sabato sera è sempre stato il “cinese” comprato in porzioni come se dovesse cenare un plotone, poi avanza sempre così mi tocca mangiarlo anche il giorno dopo.
Devo pulire casa, devo capire che problema ha il pc di D. e soprattutto domani devo incontrare il mio viaggiatore che dalle 13 alle 17.30 sarà per le vie di Milano.
Non so però se chiedergli il perchè colui per il quale è nella mia città, è disponibile al sabato e alla domenica mattina, costringendolo a stare in giro per il restante tempo. E’ vero che sono curioso ma forse non è il caso di indagare troppo. Non so nulla dell’altro, conosco solo il suo domicilio.
Il viaggiatore d’altro canto non ha mai aggiunto commenti o lamentele.
Domani ho proprio voglia di andare all’acquario civico, e giacché sono in zona fare anche due passi in Brera. In via San Marco, c’è un posticino delizioso, due panchine, un albero, una vecchia diga dove un tempo scorreva dell’acqua del Naviglio. Sono posti nascosti che li scopri se ti perdi per le vie di questa città. Concludendo il giro in un cafè di via Angera per il mercatino “vinteig”.
Ho invitato anche il sole...
 
 
» Aspettando Il Sole « di NEFFA
 
La tele resta spenta e non la guardo più
ho un nodo in gola che è difficile mandare giù,
fumo un po', sposto via la tenda,
cielo grigio piombo io non lascio che mi prenda,
la nostalgia che sale lentamente
come mai io penso a te mi chiedo adesso dove sei cosa fai,
chissà se tu avrai mai pensato a me,
al nostro fuoco che bruciava e mo' è cenere.
Ma tutto passa piano e pure se fa strano io sorrido
perché so che oggi non ti chiamerò,
quel che viene venga e mi sta bene
quel che è stato è già passato
e mo' il passato se lo tiene,
e piove già da un tot, la pioggia bagna la mia pelle
ma mi asciugherò perché so che il tempo è ciclico
e so che un po' di tempo è quello che ci vuole
mentre un guaglione sta scacciando il male sta aspettando il sole...

...

....e oggi è come ieri ma forse è un'impressione
frutto della mente di un guaglione
sarà che non c'è il sole
sarà che tutto sembra resti uguale
sarà quel che sarà sono preso male
ma nessuno chiama e non so chi chiamare
cerco di schiodarmi e penso solo a quello che ho da fare
uh Gesù Gesù, sono io la vittima dei demoni che tornano
e che vengono a tirarmi giù
i miei cattivi pensieri che mi aspettano braccano, parlano e parlano
dove sono i raggi che scaldavano un guaglione
dove sono gli altri della mia ballotta mo' che sono nel ciclone?
in dopa trovo la mia cura in dopa mischio le radici e la cultura,
l'energia pura la musica mi detta le parole
caccio queste rime e so che prima o poi ritorna il sole...

...

....vada come vada e va da sé
conto solo su di me e già so che già sai che...
Chico fa quel che s'ha da fare quando amore non c'è ...
dev... dev... devo imbustare perché in tasca manca money
sempre più difficile restare calmo in questa situazione sclero,
non ne voglio più parto da zero
so che in qualche modo devo andare su ma...
non c'è più luce, solo buio che fa male
non c'è più pace solo rabbia che ogni giorno sale
so bene dove sono e adesso voglio stare qui,
sentire il beat se sei all'ascolto vieni a prendermi
rapiscimi, musica colpisci al cuore boom cha boom cha
però non c'è dolore distendi le tue mani guaritrici su un guaglione
mentre sta aspettando il sole...

Oggi non c'è sole intorno a me
Salvami, risplendi e scaldami,
voglio il sole,
cerco nuova luce nella confusione di un guaglione...

postato da: ilcieloditom alle ore 13:04 | link | commenti (2)