
Sono già due anni che vivo in questa casa, negli ultimi 5 anni ho cambiato 4 volte casa, luoghi, quartieri e amicizie. L’esigenza di cambiare casa è dipeso dal desiderio di condividere un luogo intimo con una persona che un dato giorno ha deciso di andar via senza lasciar tracce di sé.
Spesso penso che sarebbe stato meglio saperlo morto, piuttosto che vivere con il peso per dell’abbandono, e tra gli interrogativi che mi pongo ci sono ancora delle domande sul perché mi sia accaduto tutto ciò.
E così oggi vivo in una casa con D. e A. senza alcun legame affettivo né amicale nei loro confronti. Siamo tre mondi che convivono seguendo una propria orbita, senza mai incrociarsi o quasi, infatti l’unico momento di incontro, che in realtà diventa scontro, avviene ogni qual volta ci recapitano le bollette, in quel momento avviene tutta una ripartizione di spese sostenute personalmente che necessitano di un rimborso.
Tuttavia superato il momento di incontro con gli altri inquilini ritorna il silenzio e la vita quotidiana in perfetta solitudine.
Mi spiace non aver avuto coinquilini migliori ma va bene così, in fondo nulla mi è durato tanto ed entro la fine di aprile del prossimo anno avrò già un’altra sistemazione, almeno spero.
Oggi pomeriggio dopo le solite perdite di tempo d’avanti al pc, mi sono disteso sul letto ed ho iniziato a leggere il nuovo libro di Matteo B. Bianchi comprato ieri pomeriggio in una libreria nella centralinissima e desertica Milano, dopo alcune ricerche a vuoto.
Alcune volte mi sorprende constatare che le librerie milanesi non sono fornite di testi. E così sorrido pensando a tutti quegli anni dell’adolescenza dove dovevo attendere il mercoledì per il rifornimento dei libri presso l’unica libreria del paese.
Ieri dopo l’acquisto del libro rientro a casa, poggio tutto sulla scrivania, vado in bagno a rinfrescarmi e riprendo il libro per leggerne la dedica. Con sorpresa leggo un nome associato ad una dedica molto profonda ed emozionante, ma avverto un senso di disagio, quasi di frustrazione, avverto che il desiderio di scoprire una storia non è più motivato da una emozione sincera. Il desiderio di avere l’esclusività nella lettura del libro è stato infranto dalla dedica.
| Da: | "federica" |
| A: | "tom" |
| Data: | Mon 16 Apr 2007 - 17:30 |
| Oggetto: | Re: CURSO DE FORMACIÃN PARA HOMBRES |
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Caro tom, laura e io diamo per scontato che tu questa estate ci venga a trovare quando vuoi, la casa qui è sempre aperta. Quello che ti possiamo offrire è una squallida vista sul mare, pranzi e cene in terrazza, un letto consono per dormire e un qualcosa di più che acqua e pane.
Lo so che tu preferiresti vista su un bel inceneritore ma qui non ce ne sono, mi spiace.
Prenota il volo con ryanair ora così lo paghi poco e fai le vacanze in spagna o sennò il traghetto da genova a barcellona costa 50 euro.
Un bacio fe
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Per il lunedì dopo pasqua avevo deciso di trascorrere una giornata all’aria aperta, passeggiare e parlare senza affollare la mente di inutili pensieri.
Così alle dieci scendo, prendo l’auto e mi dirigo verso la stazione centrale per l’arrivo di un’amica da Lodi. E’ bello avere il tempo a disposizione e girare senza preoccuparsi di arrivare in ritardo, quando il sole ti coccola persino quel sentimento, di quel normale senso di fastidio.
E passeggiando e dialogando, allontanando tutta la sofferenza che accompagna chi come me ha perso l’equilibrio siamo giunti a parlare di due ragazze che nello stato di Washington hanno deciso di togliersi la vita.
Io non le conoscevo e non sapevo nemmeno della loro storia avvenuta a distanza di tanti km. E così dopo il caso del ragazzo torinese una sera di noia d’avanti al pc ho deciso di approfondire ciò che in realtà sapevo. Non cercavo la storia ma cercavo i volti delle due ragazze e cercare di immaginare il loro gesto prima dell’ultimo respiro.
Io ho tanti problemi e ne ho avuti tanti anche in passato, quando cercavo qualcosa che neanche riuscivo a capire e definire con un nome. Ma, spesso il miglior/peggior nemico siamo noi stessi, ed è dura vincere perché il nemico conosce tutti i punti deboli.
Ma non basta, c’è anche la colpa di chi sta vicino e non capisce, e non interviene e non fa nulla finché arriva il giorno, l’ultimo.
‘notte, fanciulle
C’è un post molto simpatico in un blog dedicato ad un giornalista che mi piace assai e che seguo solo perché lo reputo piacevole da guardare. Professionalmente l’unico giornalista interessante dopo G. Minoli è C. Augias, sì vabbè in fin dei conti ho solo 3 giornalisti che seguo indipendentemente dal loro prodotto editoriale.
Ma non è di loro che intendo parlare bensì del post che ha permesso all’autore del blog di comparire in google digitando il nome di A. Piroso.
Inizialmente volevo fare la stessa ragazzata per comparire nell’elenco di google in onore del giornalista, ma in seguito ad eventi poco piacevoli avuti con un noto gestore telefonico penso che farò la stessa cosa solo per denunciare una situazione che capita a molti e che purtroppo non vede soluzioni.
Come ritorno nel web non è il massimo, tuttavia eccomi qua.