
Missed the last train homeRieccoci tra le pagine di questo diario a raccontare di me, delle mie emozioni e delle visioni distorte della realtà in completa solitudine.
Ci sono state tante riflessioni prima e dopo le vacanze estive, durante le quali ho continuato la lettura di coloro che nel web mi fanno compagnia, nella vita di tutti i giorni. Il collegamento ad internet mi ha tenuto legato al mondo esterno, quello popolato da blogger narratori di storie. Nel mondo interiore il conflitto è frequente e sembra non volersi placare. Vari episodi mi hanno visto coinvolto in litigi verbali con D-o, il terrore maggiore è quello di commettere errori, di coinvolgere altre persone alimentando sempre di più ogni forma di disagio che intacca la serenità, di tutti.
Così un pomeriggio ho urlato, già mi sono adirato nei confronti di D-o chiedendoGli di fermarmi dall’azione che intendevo commettere. Mi è tornato alla memoria la storia di Giobbe, e del suggerimento della moglie di rinnegare D-o. E’ evidente l’instabilità emotiva che accompagna questo periodo. Molto è cambiato dentro di me, me ne accorgo dalla lettura di vecchie lettere che prima non potevo, neanche, aprire che già il viso si rigava di lacrime, ora riesco anche a leggerle e non avere la stessa reazione. Ma questo molto quando lo quantifico è simile alla sabbia che scivola tra le dita e che non è possibile trattenere.
Mi manca molto il mare, mi mancano le passeggiate sulla spiaggia, mi manca il lungo orizzonte tra cielo e mare che tracciava tutti i miei desideri, ma in effetti mi manca la compagnia. Spesso faccio l’errore di dire che mi manca il compagno, colui che attendo, ancora, come Penelope attese Ulisse. Lei però sembrava non soffrire così l’abbandono del marito.
Una cara persona spesso mi suggerisce che occorre voltare pagina e guardare altrove, lontano. Io mi ci sforzo e il tempo passa.