
Due uomini, uno estremamente ricco l'altro un semplice operaio si ritrovano ormai alle soglie della vecchiaia ricoverati nella stessa stanza di ospedale. La diagnosi infausta della loro infermità era di sei mesi di vita a causa delle metastasi ormai in atto. Così dopo una vita spesa lavorando decisero che c'erano delle cose che volevano fare prima di arrivare al capolinea, cose che erano rimaste nel cassetto dei sogni e delle aspirazioni irrealizzate.
Il ricco mise a disposizione i soldi e per qualche mese viaggiarono nei posti più incantevoli, mangiando nei migliori ristoranti, buttandosi col paracadute, correndo con macchine sportive, finché un giorno riflettendo insieme sul senso della vita e della morte si posero questa domanda, che veniva dalla sapienza religiosa degli antichi popoli dell'Africa. Due cose saranno chieste dall'angelo della morte prima di stabilire il nostro destino nell'eternità: hai trovato la gioia nella tua vita e hai dato gioia agli altri con la tua vita? Queste domande li portarono ad una lucida e onesta riflessione e capirono che erano altre cose importanti da fare prima di morire, come riconciliarsi, perdonare, confidare in Dio e amare.
Certo non dovremo aspettare una malattia terminale per fermarci un momento e interrogarci sul senso della nostra vita. Chiediamoci se abbiamo trovato il senso profondo dell'esistenza al di là degli alti e bassi della quotidianità. Perché solo il sapere che la nostra vita ha un senso puo' darci vera gioia e forza per affrontare ogni male, ma la gioia più grande è quando possiamo essere fonte di gioia, aiuto e conforto per gli altri. Paolo l'apostolo parlando agli anziani di Efeso ricorda loro le parole di Gesù: c'è più gioia nel vivere la propria vita come un dono che nel vivere centrati su se stessi e ricorda loro anche l'esempio dato di come la vita va vissuta impegnandosi e affaticandosi per sostenere i deboli e ognuno che è in difficoltà.
Non è mai troppo tardi per dare una svolta alla nostra vita anche la più grigia e sofferta puo' diventare uno strumento di grazia e benedizione.
V.F.
Da 'Cristo è la Risposta' – secondo semestre 2008
dedicato a Marino Lopetuso che non vuole conferire e che mi regala un sovrumano silenzio
